
Non essere rutilante
preda insospettabile, anatema
irreprensibile, adesso trema per un istante
abbassa pure la tua guardia
non abbracciarmi per un motivo
sugella il bacio del peccato
in questo fado avvelenato,
adoro i fianchi tuoi graffiati
e la pelle increspata, ruvida come
buccia d'arancia, bianca come uova sode
adesso porgi la tua chioma,
inarca bene schiena e l'inguine,
addolcisci gli occhi al gioco
ed urla al vento il piacere
di soggiacere ad insane voglie,
regredisci nel cervello il calore
delle mie mani, sbuccia il frutto
del tuo seno, apri il velo del mistero
ed appanna la ragione brulicando
sul tappeto a questo dono inconsueto.
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